L’Innominato a caccia della Provincia Pavese?

Martedì 13 febbraio 2024 hanno scioperato le lavoratrici e i lavoratori della Provincia Pavese (della redazione sia cartacea sia web) per protestare contro la scelta dell’attuale editore, la famiglia Agnelli-Elkann, di porre in vendita la loro testata a un consorzio di possibili acquirenti che ha chiesto di rimanere segreto.

Come comunisti esprimiamo tutta la nostra solidarietà e il nostro supporto alle lavoratrici e ai lavoratori in lotta e saremo al loro fianco per tutte le azioni che decideranno di intraprendere.

Facciamo anche nostre le domande che loro pongono ai misteriosi compratori.

Un giornale dovrebbe essere il paladino dell’informazione libera e della trasparenza. In questo caso però la cordata di imprenditori, a quanto pare locali, chiede di rimanere anonima fino al momento dell’acquisto.

Quali sono le ragioni di tanta segretezza? Cosa si vuole nascondere? Forse la presenza di qualche personaggio impresentabile tra i futuri proprietari? Le voci in una città piccola come Pavia si rincorrono e i nomi che tornano sono sempre gli stessi: politici, palazzinari e politici-palazzinari. Non stiamo parlando di amici degli amici, più di cugini dei cugini, di quella lunga mano che avviluppa in maniera sempre più soffocante la nostra città, come un Angelo sterminatore.

Oltre all’identità dei compratori, restano oscure anche le ragioni di tale scelta imprenditoriale. Come chiede l’assemblea di redazione della Provincia, anche noi ci chiediamo quali possano essere le ragioni per investire in un giornale locale, privato ormai di tutta la struttura organizzativa e amministrativa, da parte di operatori economici che non sono del settore. Capiamo le preoccupazioni di chi nel giornale ci lavora, perché questa operazione sembra ben lontana da un’azione di rilancio. Piuttosto il contrario.

A voler essere maliziosi si potrebbero ipotizzare due scenari, non per forza alternativi.

In primo luogo la volontà di porre un bavaglio ad un giornale che, nel bene e nel male, per quasi due secoli è stato una voce relativamente indipendente e tendenzialmente progressista nella nostra città: con qualche epurazione e qualche sostituzione in posizioni chiave, si potrebbe ottenere una voce addomesticata in una fase delicata per la vita dell’amministrazione cittadina. Sia che vinca la destra sia che vinca la coalizione di centrosinistra, potrebbe essere vantaggioso per alcuni esponenti politici avere la proprietà e quindi il controllo del giornale locale.

Non è peregrino nemmeno il secondo scenario: acquistare il giornale per sabotarlo e farlo chiudere, con l’idea di silenziare una voce autonoma in città, sia per zittire dei possibili oppositori sia per educare chi avesse in mente di opporsi alla melma e al cemento che si stanno espandendo sulla città.

L’operazione, da qualsiasi lato la si guardi, appare decisamente opaca e tenebrosa. Seguiremo da vicino la vicenda sostenendo la lotta della redazione per un giornale indipendente.

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